Da Qualcomm buone notizie per la flotta gps Galileo

Qualcomm accelera lo sviluppo e il supporto di processori Snapdragon e di modem per il sistema europeo di navigazione satellitare globale Galileo (GNSS). Ecco i dettagli

Qualcomm Technologies ha annunciato di aver potenziato la propria piattaforma di localizzazione gps per smartphone, computing, automotive, telematica e internet delle cose (IoT). Ora supporta in modo esteso anche i satelliti Galileo (in aggiunta ai sistemi Gps, Glonass, Beidou, Qzss e Sbas).

Qualcomm Technologies fornisce il supporto hardware per i satelliti della flotta Galileo all’interno di alcuni dei propri chipset già da diversi anni. Ma questo annuncio presenta Izat, la prima piattaforma pervasiva di servizi di localizzazione del settore mobile end-to-end.

Le ottimizzazioni software apportate alla piattaforma di servizi di localizzazione Qualcomm IZat le permettono di utilizzare fino a sei satelliti senza la necessità di aumentare i requisiti hardware o il costo del dispositivo.
Ciò significa che, per il calcolo della posizione durante la navigazione o per applicazioni location-based, gli utenti possono contare sulla possibile ricezione di oltre 80 satelliti.

Questo GNSS (Global Navigation Satellite System) è pensato per offrire una prima localizzazione (time-to-first-fix) più accurata e veloce, oltre a una migliore affidabilità in tutto il mondo. In particolare in ambienti urbani, dove la combinazione di strade strette e palazzi alti può ridurre la precisione e l'affidabilità.

GALILEO È MEGLIO DI NAVSTAR GPS
Ricordiamo che il sistema di posizionamento Galileo è stato progettato a partire dal 2003 in Europa ed entrerà in servizio entro la fine del 2019. La flotta srà composta di 30 satelliti in orbita su 3 piani, inclinati rispetto al piano equatoriale terrestre di circa 56°, a un'altitudine di 23.222 km.

Rispetto al sistema gps americano attualmente in uso (Navstar Gps), Galileo offrirà una maggior accuratezza nella localizzazione, un miglior segnale nelle aree urbane ricche di ostacoli, una migliorata copertura del mondo, specialmente nelle regioni a più alte latitudini (oltre i 75°) nelle quali il gps Navstar fatica ad arrivare.

A partire dal prossimo autunno, i restanti satelliti della costellazione Galileo abbandoneranno il vettore russo Soyuz e si affideranno ad Ariane 5, capace di portare in orbita 4 satelliti alla volta anziché 2.