Bios Urn, vivere per sempre in una pianta

L’idea di trasformarci in piante dopo la morte non è nuova. Ma ora Bios Urn e Bios Incube rendono più semplice e romantico  salutare i propri cari umani e animali. Ecco come funziona l’urna green

Vivere per sempre un una pianta: magari non sarà proprio così ma per chi resta è decisamente consolatorio avere ancora qualcuno da amare, coccolare e perché no, con cui parlare. Finita l’epoca delle gelide lapidi, ora sempre più si guarda al dopo-vita con occhi più "green" e vivaci. E il distacco, seppure resti doloroso, diventa quanto meno un pochino più accettabile.

L’idea di Bios Urn, una società spagnola con sede a Barcellona, prende il nome dalla società stessa, Bios Urn.

explosionat1.jpgSi tratta di un’urna biodegradabile: nella parte inferiore si mettono le ceneri del caro estinto – umano ma anche animale - , mentre nella parte superiore i semi di un albero e il terreno (che arrivano già preparati). In pratica le ceneri fanno da concime e vengono assorbite dalle radici della pianta.

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Una volta preparata, l’urna biologica viene messa dentro un altro vaso in polipropilene, grande 76 x 33 cm, detto Bios Incube,  che nasconde un serbatoio da 11 litri d’acqua utile per l’irrigazione e anche un sensore che provvede a controllare la crescita del germoglio umidità, temperatura del terreno e livelli di esposizione alla luce.

bios-urn-app_0.jpgTramite la rete wireless di casa, il sensore comunica i dati sullo sviluppo della pianta direttamente a un’app installata su smartphone iOS e Android. In tal modo, ovunque si sia, si può controllare che tutto vada come deve.

Quando l’acqua nel serbatoio sta terminando è possibile così saperlo in tempo e rabboccarla.

A seconda del tipo di pianta scelta, il vaso può essere posto dentro o fuori la casa. Una volta cresciuta a dovere la pianta, poi, la si può travasare o interrare. O anche decidere di lasciarla nel suo vaso "intelligente".

Bios Urn e Bios Incube si possono prenotare su Kickstarter a un prezzo di 350 euro con consegna entro marzo 2017.

Sotto un video dimostrativo