Pokémon Go, tra record, cadaveri, divieti e hacker spie

Negli anni ’90 erano un gioco di carte, una serie di cartoon e una sfilza di titoli per Game Boy. Oggi, direttamente dal passato, i Pokémon (dalla crasi di "pocket" e "monster", ossia piccoli mostri) sono tornati prepotentemente in auge grazie a una app per smartphone con realtà aumentata, che sfrutta il gps e la geolocalizzazione.

Forse non tutti hanno capito di cosa si tratta ma basta dare un’occhiata ai titoli dei vari giornali per comprendere come il nuovo tormentone di quest’estate non sia una canzone bensì la vicenda che vede protagoniste  le buffe creature immaginarie da combattimento, create nel lontano 1996 da Satoshi Tajiri.

Pokemon-GO-2.jpgUna mania che ha conquistato i Paesi in cui l’applicazione è stata già rilasciata (Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e altrove da siti non ufficiali) e che si accinge a prendere piede anche in Italia: oggi, dopo una lunga attesa, è previsto il suo inserimento da parte di Niantec Inc. negli store per Android e iOS nostrani.

Tra realtà aumentata e mondo reale

La app utilizza la realtà aumentata e la tecnologia Gps per consentire di catturare i piccoli mostri. In pratica al giocatore viene indicato dove può scovare la creaturina e, una volta sul posto, la vede comparire sullo schermo del proprio smartphone proiettata sullo sfondo reale inquadrato dalla fotocamera del telefono. Dunque per catturarli tutti occorre andare nei posti dove le creature virtuali dovrebbero essere.

Da lì lo scaturire di selfie e scatti tra i più strani, come pure le scene di persone che, all’improvviso, s’inchiodano fissando il display del dispositivo all’interno di negozi, centri commerciali, in strada e praticamente ovunque. Anche dove non si dovrebbe: cominciano a moltiplicarsi gli episodi di violazione di proprietà, pericolosi avvicinamenti ai binari dei treni, scatti inopportuni eseguiti in musei e luoghi della memoria storica come Auschwitz, e scoperte casuali di…cadaveri.

La scorsa settimana una residente a Riverton nel Wyoming, mentre cercava un pokémon acquatico ha inquadrato col suo telefono il corpo senza vita di una persona galleggiare sul fiume della città.

Una situazione al limite dell’assurdo che ha fatto scattare allarmi a più livelli: sulla sicurezza personale, su quella informatica e anche sulla salvezza della nostra…anima!

Dagli imam il divieto

In Turchia il capo dell’unione degli imam, Diyanet-Sen, ha proposto il divieto di Pokémon Go. Dato l’aumento esponenziale dei seguaci o, meglio, di neo catturatori di mostriciattoli anche nelle moschee, l’imam ha chiesto esplicitamente al governo che la app venga messa al bando.

Il gioco mina l'importanza e il significato delle moschee, che sono i più bei luoghi di culto per l'Islam

Simile discorso in Egitto, dove l’assistente imam Abbas Shouman, come riportato da La Stampa, è convinto che il game influenzi negativamente la mente: <<Fa male al giocatore e a chi gli sta intorno, senza che ve ne sia consapevolezza>>.

Altra faccenda quella dell’incolumità personale: tra chi redarguisce dall’uscire di casa a caccia di Pokémon nelle ore centrali della giornata, dove il caldo e il sole a picco possono giocare brutti scherzi, a quanti sono preoccupati per la distrazione delle persone che girano con lo sguardo incollato al proprio telefono, magari mentre attraversano la strada o, peggio, sono al volante di un’auto.

E’ solo di ieri la notizia che un 28enne di Auburn, stato di New York, è finito contro un albero mentre guidava perché alle prese con il gioco e la cattura di un nuovo mostriciattolo.

Il malware ci spia!

pokemon-go-4.jpgSecondo l’azienda tedesca di antivirus G Data, in Europa è già in circolazione la prima app manipolata di Pokémon Go, rimaneggiata con "DroidJack" e contenente il malware AndroRat (Remote Access Tool), che consegna letteralmente lo smartphone ai cyber-criminali.

Una volta attivato il gps (essenziale per catturare i Pokémon), il malware fornisce numerose informazioni personali, tra cui, ma non solo, l'elenco dei contatti . I criminali possono persino attivare il microfono e la fotocamera da remoto. I dati trafugati dai dispositivi infetti vengono rivenduti e G Data non esclude il verificarsi di eventuali ricatti sulla base delle registrazioni audio-video condotte all'insaputa degli utenti-giocatori.

A detta di Sophos il problema, però, non riguarda gli utenti iOS quanto quelli di Android.  Apple, infatti, non consente di scaricare app da fonti alternative allo store ufficiale, mentre i telefoni che usano Android dispongono della  funzionalità che permette di scaricare applicazioni anche da fonti non controllate.  

Non è un caso che la versione infetta di Pokémon Go si trovi proprio nei siti di file sharing!

Pickachu salva-vita

Per alcuni, però, Pokémon Go è più efficace ed efficiente di un antidepressivo: il sito Usa Psychcentral.com ha messo in evidenza come il gioco, esortando e spingendo le persone ad uscire di casa, muoversi e andare in giro con uno scopo, possa giovare a soggetti affetti da alcune patologie come la depressione e l'ansia

Pokémon Go ha cambiato la mia vita in meglio in appena una settimana. Sto combattendo con un disordine della personalità borderline, depressione e ansia, e mi ha aiutato a uscire di casa

Money, money money!

E mentre mezzo mondo impazzisce alle prese con la cattura dei Pokémon (è l'app più scaricata dall’App Store, sbaragliando il primato che apparteneva a Candy Crush dal 2013) e l’altro mezzo per evitarlo, le azioni  Nintendo decollano (+25% solo pochi giorni fa).

Non solo: l’applicazione ha rimesso in moto il mondo del merchandising e i collezionisti si stanno scatenando. Solo in Italia la carta Rayquaza gold star è arrivata a costare a 1.200 euro e ogni giorno aumentano gli annunci per la ricerca di gadget d’antan come peluche, vecchi game boy e persino telefoni che non supportano Pokémon Go! (fonte Subito.it).

E siamo solo all’inizio…