Pokémon Go evolverà in Pokémon Gone?

E anche questo Halloween è passato. Ponendo fine ai giorni pieni di Haunter, Cubone e Hypno di cui, grazie a uno speciale organizzato da Niantic, hanno potuto fare incetta i giocatori di Pokémon Go, insieme a doppie caramelle e a una sensibile riduzione dei chilometri da percorrere col proprio Pokémon buddy, necessari per ottenerle.

Ma cosa avverrà da oggi, ossia dopo l’incetta di dolciumi virtuali e mostri poco comuni? Basteranno i bonus giornalieri annunciati in queste ore a mantenere alto l’interesse dei giocatori?

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Hypno

Il gioco, infatti, (se non sapete di cosa si tratta leggete "Pokémon Go, tra record, cadaveri, divieti e hacker spie"),  sta patendo un momento che definire stallo è riduttivo.

Dopo aver guadagnato l’esorbitante cifra di 530 milioni di dollari nei primi due mesi dal lancio,  avvenuto in luglio, già a settembre il titolo ha visto gli incassi giornalieri  scendere dai 16 milioni di dollari al giorno a 2 milioni di dollari, mentre i download calare da 27 milioni al giorno a 700mila. E non è una semplice questione di disaffezione.

In realtà si tratta di alcuno errori di non poco conto che gli sviluppatori di Niantic continuano a fare. In primis quello di non ascoltare le richieste dei giocatori per comprendere le loro vere esigenze, in modo da fornirgli un’adeguata risposta.

Ad eccezione dell’introduzione dei Pokémon buddy, pure molto criticati per via dell’eccessiva distanza in chilometri necessaria per ottenere le caramelle utili alle evoluzioni o al potenziamento del piccolo mostro, gli upgrade si sono rivelati di un’utilità prossima allo zero. Mentre, di contro, certe prese di posizione della company hanno fatto più male che bene al gioco stesso.

Una su tutte il recente blocco delle app sviluppate da terze parti, che consentivano ai giocatori di localizzare con precisione la presenza a tempo dei Pokémon su una mappa. Il radar di Pokémon Go è a dir poco grossolano e non è in grado neppure di indicare la direzione verso la quale dirigersi per catturare un mostro. Il risultato è che i giocatori sono costretti a vagare senza meta e, per catturare i pokémon segnalati, sperare in un colpo di fortuna. Alla lunga ci si stanca e annoia. Le app-mappa, invece, segnalando il luogo esatto della presenza di un mostro, permettevano ai giocatori di spostarsi secondo indicazioni più precise. Insomma queste applicazioni – che noi stessi utilizzavamo - nulla toglievano al gioco ma, anzi, costituivano un incentivo a che si praticasse di più il gioco, a tutto vantaggio di Niantic. Con grande miopia la società ha invece tagliato l'accesso ai dati. E, cosa peggiore, non ha fornito una valida alternativa. Chi si aspettava un aggiornamento del radar, infatti, è restato deluso: invece che un sistema efficiente l’ultimo upgrade ha portato... delle uova colorate!

Non solo: molti giocatori non riescono più a collegarsi al gioco perché i telefoni con root nativo o una custom rom, che andavano bene fino a pochi giorni prima, a causa dell’ultima patch sono stati bloccati.

Come spiegato anche da Cnet, "Silence is killing Pokémon Go", il silenzio sta uccidendo Pokémon Go. E’ riferito a quanto accennato prima, ossia al fatto che gli sviluppatori sembrano impermeabili alle richieste degli utenti, di cui non tengono affatto conto. Soprattutto nel caso dei giocatori della prima ora, quelli che hanno ormai superato il livello 30 e che, per la costanza, meriterebbero almeno di vedere arricchito il loro pokedex con una nuova serie di mostri da catturare.

Raichu.jpg.jpgE invece la sensazione è di essere di fronte a un’ostinazione incomprensibile e negativa, al punto da spingere alcuni giocatori a chiedere il rimborso dei soldi spesi per l'acquisto dei  vari gadget utili al gioco.

Pokémon Go è ormai Pokémon Gone, come molti lo hanno soprannominato? Noi vogliamo credere (e sperare di no). Ma solo un deciso e tempestivo cambio di rotta potrebbe interrompere l’emorragia di giocatori, riportandolo veramente in auge.

La parola spetta a Niantic, la quale, mettendo a punto il radar e migliorando sensibilmente il meccanismo, troppo elementare, dei combattimenti nelle palestre, darebbe finalmente un segnale forte.

 

(3 novembre 2016)