Maker Faire 2016, le invenzioni più interessanti – 2 parte

La tecnologia può migliorare la nostra vita sia in casa che fuori. E non solo la nostra ma anche quella dei nostri amici. Prendiamo un cane che resta solo per ore, in attesa del nostro ritorno. Un’idea per controllarlo, fargli compagnia ed evitare si annoi troppo è Bautiful Box.

bau6.jpgSi tratta di una console di gioco per quadrupedi, sviluppata da tre giovani maker italiani. Integra grandi tasti luminosi, che si accendono e  richiamano l’attenzione dell’animale, spingendolo a risolvere alcuni giochi cognitivi (alla cui soluzione segue un premio in cibo), un microfono e un erogatore di  croccantini.

Tramite apposita app per smartphone Android e iOS e ad una videocamera mobile abbinata, si può pianificare le attività del cane durante l’arco della giornata e tenerne traccia, elargirgli premi in cibo, chiamarlo e anche registrare e salvare i video delle sue attività.

In cucina, invece, scende in campo la cappa smart di Faber. Si chiama J-Project ed è una cappa open source e completamente personalizzabile nelle funzionalità e nei componenti. In pratica, mentre ci si diletta ai fornelli, si ha la possibilità di ricevere informazioni di vario tipo e svolgere più mansioni contemporaneamente: dalle notifiche sui livelli di monossido di carbonio presenti in casa, alla possibilità di regolare l’umidità, dal seguire una video ricetta su Internet all’ascoltare le news.

La cappa hi-tech integra un modulo SCK (Smart Citizen Kit), provvisto di sensori di temperatura, umidità, luce, suoni, monossido di carbonio, diossido di azoto, e le reti wi-fi disponibili. Nel pannello frontale in vetro, poi, integra un grande display, in grado di mostrare sia le informazioni raccolte dai sensori che collegarsi al web.

Infine un Software Development Kit (SDK), consente alla community di utenti e agli appassionati di modificare le funzionalità della cappa, in modo da personalizzarla secondo le proprie esigenze.
Il progetto è ancora in corso, dunque al momento la cappa non è in produzione.

Restando in ambito culinario, anche in questa edizione 2016 del MF, continuano a moltiplicarsi e ad attrarre l’attenzione dei visitatori, gli orti hi-tech per la casa. Il perché è semplice: vedere crescere delle piantine buone da mangiare è divertente e, soprattutto, si ha la certezza di cosa si mette nel proprio piatto.

Tra le tante proposte a noi ne sono piaciute due in particolare.

La prima è BioPile, il cui nome significa  "accumulatore biologico". E’ un orto verticale modulabile da interno, autonomo. In pratica si sviluppa piano su piano. Ogni "pile" è composto da un contenitore cilindrico in Abs di 40cm di diametro e 40cm di altezza, che ospita 7 celle per le piante. La base contiene il serbatoio d’acqua (sufficiente per un mese poi va riempito di nuovo), le ventole, la pompa e la centralina elettronica che gestisce il sistema di illuminazione ed areazione. Si possono impilare fino a 5 contenitori  su ogni base (1.93 cm di altezza totale) e coltivare fino a 30 differenti tipi di piante. Non è ancora in vendita. Ma speriamo lo sia presto!

Nell'attesa ecco un video dimostrativo
 

BioPile from Simone Cardillo on Vimeo.

One, invece, è una coltivazione idroponica da casa. Ci piace perché, a differenza dei molti accrocchi improponibili da tenere nel proprio appartamento, ha una struttura molto elegante di design, che integra l’interfaccia elettronica per il controllo di umidità e temperatura. Si regola autonomamente in base alla crescita delle piante, mentre manualmente occorre aggiungere le ricariche di nutrienti ogni tot di tempo.

Pensando al tempo libero e, lo ammettiamo, alla sofferenza che spesso provocano certe scarpe, ci ha entusiasmato Aria. Sviluppata da sei maker italiani, è una soletta smart antibatterica, antimicotica e anti shock, da infilare nelle calzature di qualunque tipo, da quelle da ginnastica fino alle decolleté con tacco alto.

Grazie a sensori di pressione e temperatura e modulo wireless, si collega allo smartphone e, tramite apposita app, monitora le nostre attività quotidiane e anche sportive.

Rispetto ad altre solette dello stesso tipo, ha la particolarità di potersi riscaldare o raffreddare, assicurando ai piedi un confort termico costante in ogni circostanza.

Per la sicurezza invece c’è SheCall. E’ un bracciale smart per la tutela della persona, che monitora il cuore.
 

Grazie a biosensori integrati, nel tempo apprende che tipo di battito ha la persona e, in caso di anomalia, ossia quando il battito accelera o diminuisce troppo per spavento, ansia, svenimento o accidente grave, comunica con chi l’indossa tramite vibrazione e illuminazione e, nei casi più gravi, invia un’allerta ai telefoni di tre persone previamente segnalate.
 

Si collega al proprio smartphone via bluetooth low energy, raccogliendo i dati cardiaci e permettendo di monitorare la propria salute.

Eccolo in un video.
 

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