Maker Faire 2016, le invenzioni più interessanti 1-parte

Inutile dire che recarsi di domenica al Maker Faire Rome è sfidare la sorte. Solo l’arrivo tempestivo in vista dell’apertura dei cancelli, infatti, ci ha permesso di fare un giro abbastanza esauriente, prima che l’orda umana di adulti e bambini panino-bibite muniti rendesse arduo riuscire a scambiare qualche parola con i maker.

Quanto emerge dall’edizione di quest’anno, secondo noi è una particolare attenzione alla mobilità: dagli scooter agli hoverboard alle bici pieghevoli elettriche, è tutto un rincorrersi di idee a caccia dello spostamento veloce a impatto zero (o quasi).

Presso lo stand di StreetBoard, un distributore di veicoli made in Usa, abbiamo potuto toccare con mano una carrellata di nuovi mezzi elettrici decisamente interessanti.

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X1

X1, per esempio, a prima vista sembra in tutto e per tutto una bici ma, in realtà, è un nuovissimo scooter elettrico pieghevole (e infatti non ha i pedali!). Viaggia a una velocità di 25 km/h e ha un’autonomia di 25 km/h. Il peso è irrisorio: 17 kg. La batteria si smonta e si ricarica a casa. E dispone anche di telecomando, connettività bluetooth e spaekers per ascoltare la musica mentre si va. E’ pensato per gli spostamenti brevi casa ufficio, magari nei centri abitati a traffico limitato. E una volta a destinazione, si piega e si porta via con sé tipo un trolley.

Accanto a X1 si fa notare V8. E’ un monoruota. Il tipo dello stand ci dice che in Francia questo tipo di mezzi sta andando fortissimo. A noi viene in mente che, nel traffico romano, un veicolo del genere è un serio rischio per la propria incolumità fisica. E se lo si usa sui marciapiedi, il rischio è per i pedoni.

V8 pesa 13,5 kg, ha un motore elettrico da 800W e può "sfrecciare" a 30 km/h per 45-50 km. Sempre che non piova forte, però, perché se finisce nell’acqua è andato. Insomma non ci sembra la soluzione ideale per la mobilità urbana. Sempre il signore ci spiega che basta una mezza giornata per imparare ad andarci su. Però esiste anche una versione a due ruote parallele. Con quella è sufficiente mezz’ora.

Non teme l’acqua, invece, G-Scooba, un veicolo elettrico per muoversi sott’acqua. Ci si sdraia su, si impugna il manubrio e si va a spasso sui fondali fino a 30 metri di profondità a una velocità di 4 nodi per circa 50 minuti. Pesa solo 4 kg. Ora non ci attira ma col ritorno dell’estate…

Chi invece punta seriamente a risolvere il problema del traffico e dell’anquinamento metropolitano è Scuter (foto di apertura).
Si tratta del primo Light Urban Smart Vehicle, ideato per lo sharing urbano da cinque maker (quattro giovani imprenditori romani, insieme a un quinto casertano). Si tratta di uno scooter elettrico smart a tre ruote.
Con un peso di 90 kg, che lo rende ideale anche per le donne, può viaggiare a una velocità massima di 120 km/h con un’autonomia di circa 100 km.

Monta un pannello solare  sul tettuccio, così mentre si viaggia si può anche collegare il proprio smartphone o l’iPod via Usb. Un Gps e un modulo di comunicazione con la centrale, permette ai gestori di controllare la sua posizione e i livelli di carica della batteria. Per ricaricare lo scooter, infatti,  sono stati previsti due sistemi: un servizio notturno di sostituzione delle batterie sul veicolo fermo ad opera degli addetti o, in alternativa, la ricarica tramite colonnine da parte degli utilizzatori, che vengono ricompensati del disturbo tramite minuti gratis.

Tramite apposita app, gli aderenti al servizio di sharing, localizzano lo scooter più vicino a loro, lo prelevano, circolano e lo lasciano dove vogliono.
Il prezzo del servizio è a partire da 20 cents/minuto e i primi a poterne disporre saranno i romani i primi mesi del  del 2017.

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Hyperboard

Tra la moltitudine di hoverboard, poi, abbiamo notato l’Hyperboard di Faraday Motion. Ha la particolarità di essere, più o meno, un DIY (do it yourself) con piattaforma software e hardware aperta. In pratica, volendo, lo si può assemblare in casa acquistando i piani di sviluppo e seguendo passo passo le istruzioni.

Le parti plastiche sono stampate in 3D (si possono stampare in proprio. Ma se non si dispone di una buona stampante 3D si possono acquistare già pronte). Il mezzo è personalizzabile come si vuole e implementabile e aggiornabile nel tempo. Ma Se non si vuole faticare, però, lo si può pre-ordinare già fatto nel sito.

Sognando di vacanze ormai lontane, ci è piaciuta moltissimo Paper8, la prima barca pieghevole al mondo a propulsione ibrida, ideata, brevettata e realizzata interamente a Bari da un gruppo di appassionati. Pesa solo 34 kg (raggiunge i 50 kg armata a vela) ed è costruita in legno marino di okoumé. E’ un materiale che, oltre a  resistenza e leggerezza, ha la particolarità dell’effetto "memoria del legno". In pratica anche dopo decine e decine di piegature e riaperture, ogni  volta riprende la forma originaria). Per la tenuta  stagna le guarnizioni in sono in Hypalon.

Paper8 ha una portata di 400kg, può ospitare a bordo 4 persone e si monta e si smonta in meno di 10 minuti.
Una volta piegata ha un ingombro di soli 319 X 55 X 18 Cm
Può andare sia a vela che a remi, che a motore elettrico (il motore si stacca e si ricarica a casa).

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Paper8 in mare

Bella anche a vedersi, ha un prezzo contenuto di 2500 euro, escluso le vele che ne costano altri 1600 circa.

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