L'auto connessa e l'intelligenza artificiale

Grandi manovre nel mondo dell'auto connessa. Poche settimane fa Samsung ha speso la bellezza di 8 miliardi di dollari per acquistare l'americana Harman International Industries, uno dei nomi più blasonati nel mondo dell'infotainment e della sicurezza in auto. Vuole essere protagonista di quello che sarà uno dei più importanti mercati per la tecnologia dei prossimi anni: l'auto che guida da sola.

Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio sull'internet delle cose della School of Management del Politecnico di Milano, più della metà degli oltre oltre 8 milioni gli oggetti compatibili con l’Internet of Things (IoT) che funzionano in Italia e sono connessi utilizzando una sim sono automobili.
 

auto-connessa_01.jpgIl mercato della connected car è un business che vale il 38% del valore complessivo di mercato: valore che l’industria automobilistica e le aziende produttrici di soluzioni per l’assistenza virtuale non sottovalutano. E infatti, secondo le previsioni degli analisti di mercato di Gartner, nel mondo entro i prossimi 4 anni una vettura su 5 sarà connessa a internet e, per quella data, le auto “online” potrebbero essere 250 milioni.

Nuance Communications, importante fornitore di soluzioni software vocali e linguistiche ha compiuto una ricerca sulle esigenze e le aspettative dei consumatori sul tema “connected car ed esperienza di guida”. I risultati dicono che l’innovazione è fondamentale anche in ambito automotive per le future evoluzioni che avrà in termini di sicurezza, esperienza di guida personalizzata e intrattenimento.

La guida connessa
Traffico, ritardi, guasti, disponibilità di parcheggio: sono le principali sfide che i conducenti devono affrontare quando sono alla guida. L’indagine condotta lo scorso aprile in Gran Bretagna da Nuance Communications rileva che quasi la metà del campione di riferimento (44%) vorrebbe che la propria connected car lo aiutasse nella diagnostica e nella risoluzione dei problemi; il 34% vorrebbe essere informato in anticipo sulle condizioni di traffico o sulla presenza di ingorghi per poter scegliere il percorso migliore ed evitare spiacevoli perdite di tempo. Sempre secondo questa ricerca, i conducenti desiderano sistemi di accesso alla propria auto

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Pittsburgh: l'auto che guida da sola di Uber e Volvo

più avanzati e sicuri. In particolare il 35% degli intervistati preferirebbe il riconoscimento biometrico a quello vocale o alla tradizionale chiavedi avviamento.

L’indagine di Nuance Communications rivela pure che, anche se gli assistenti virtuali ora disponibili sulle auto connesse offrono funzionalità evolute, gli utenti vorrebbero poterli personalizzare di più e avere una maggiore proattività verso la propria esperienza di guida. Il 65% vorrebbe che l’assistente virtuale di guida imparasse da abitudini e comportamenti passati del conducente per applicarli da sé in futuro. La memorizzazione delle preferenze di percorsi è il requisito espresso dal 39% degli utenti. A questi si aggiunge un altro terzo che dall’auto vorrebbe il ricordo delle proprie preferenze on the road. Il 26% vorrebbe persino che venissero memorizzati i luoghi dove si preferisce consumare il pranzo, le stazioni di servizio e i parcheggi.
 

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Nuance Communications Dragon Drive
La risposta di Nuance Communications a questi desideri si chiama Dragon Drive, sistema di riconoscimento vocale e comprensione del linguaggio naturale capace di venire incontro ai requisiti degli utenti, imparando dai comportamenti consueti e fornendo proattivamente consigli e raccomandazioni. Dragon Drive, grazie al cloud, dopo essere stato attivato con una password vocale permette al conducente di ricevere feedback sugli itinerari di navigazione, le condizioni del traffico, i distributori di carburante nei dintorni così come sulla presenza di parcheggi. Inoltre, la biometria vocale di cui dispone Dragon Drive protegge le informazioni personali di ogni conducente: il pilota può così richiederle in sicurezza e queste saranno immediatamente fornite dall’assistente. Dragon Drive, disponibile dallo scorso luglio con interfaccia conversazionale avanzata in lingua italiana, è stato scelto da Bmw per i propri sistemi di infotainment sui modelli della Serie 7.
 

Tecnologia e connettività trasformeranno le auto di domani così come hanno rivoluzionato i telefoni

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«Il prossimo futuro promette di offrire agli utenti un’esperienza di guida completamente personalizzata», commenta Arnd Weil, senior vice president e general manager di Nuance Automotive, «grazie a sistemi che riconoscano e anticipino le esigenze del consumatore, i suoi gusti, le sue abitudini e preferenze. In tutto ciò la biometria vocale ricopre un ruolo centrale offrendo maggiore protezione senza la necessità di utilizzare password».

Le grandi manovre, come si vede, per ora non sono tanto nel mondo dei costruttori di auto, quanto piuttosto nell'universo dei fornitori di tecnologia. Una pattuglia di pochi nomi che mette assieme Google, Apple, Uber, Tesla e, giusto per restare in tema di acquisizioni monstre, anche a Qualcomm, che lo scorso ottobre ha speso 38,5 miliardi di dollari per acquistare lo specialista Nxp Semiconductors.

«Le auto del domani» sostiene Young Sohn, presidente e chief strategy officer di Samsung Electronics, «saranno trasformate dalla tecnologia e dalla connettività nello stesso modo in cui, alcune rivoluzionarie caratteristiche, negli ultimi dieci anni hanno potenziato i semplici telefoni».

Foto in apertura Mercedes Benz F-015