Gnammo, la Camera approva la legge sul social eating

La legge che punta a riconoscere e regolamentare il social eating ha passato il vaglio della Camera. Ecco in sintesi cosa prevedono le nuove norme
 

Da una parte ci sono gli utenti aspiranti chef a casa loro, dall’altra ristoratori e professionisti della categoria che storcono il naso. Nel mezzo la legge n. 3258 a firma del deputato Nino Minardo per disciplinare "l'attività di ristorazione in abitazione privata (home restaurant)", ovvero la possibilità di organizzare cene, prenotabili sul web, all'interno di abitazioni private.

Le norma appena approvata alla Camera va a regolare l’attività di chi si è iscritto alle piattaforme di social eating come Gnammo, ossia quei luoghi virtuali che mettono in contatto domanda e offerta tra privati. In questo caso si parla di cene e pranzi (ve l'avevamo raccontato qui Gnammo, il social eating va in Parlamento e qui Gnammo, il social eating apre a turisti ed eventi food).

La legge introduce, dunque, riconosce il concetto di Social Eating, che prevede che chi si voglia avvicinare a questa attività, sia esente, entro i limiti di 5 eventi e 50 coperti nell’anno solare, dalle parti più restrittive quali assicurazione, comunicazione digitale al comune, e altri requisiti, avendo come unico vincolo quello di utilizzare piattaforme digitali e transazioni on line.

Ecco cosa dice in sostanza la nuova legge nei suoi punti salienti (che, ricordiamo, deve ancora ricevere l’approvazione del Senato).

PAGAMENTO SOLO ONLINE – È previsto l'obbligo di acquisire i pagamenti esclusivamente online tramite piattaforme come Gnammo.

REQUISITI DEGLI IMMOBILI – I luoghi in cui si potrà svolgere l’attività di home restaurant "devono possedere i requisiti di abitabilità".
 
HACCP - La concertazione in aula ha portato il parlamento a rimuovere il comma relativo alle argomentazioni HACCP, delegando al Ministero della Salute la determinazione dei requisiti cui deve rispondere il cuoco per esercitare l’home restaurant.

ASSICURAZIONE - La legge prevede che la piattaforma verifichi che l’utente operatore cuoco abbia una copertura assicurativa, anche erogata dalla piattaforma stessa, per la responsabilità civile verso terzi. Anche l’immobile dovrà essere assicurato verso terzi.

HOME RESTAURANT COME ATTIVITÀ AUTONOMA OCCASIONALE – L’home restaurant è riconosciuto come ‘attività autonoma occasionale’, permettendo così di scaricare i costi inerenti, conservando gli scontrini.
 
DICHIARAZIONE DI AVVIAMENTO ATTIVITÀ (SCIA) - I lavori parlamentari hanno fatto cadere questa richiesta, troppo vincolante, trasformandola in una "comunicazione digitale" che deve essere inoltrata al comune, secondo modalità che stabilirà il Ministero dello Sviluppo Economico.

LIMITAZIONI- La legge pone a 5.000 euro il limite sui proventi che si potranno ottenere con le attività di home restaurant.
E’ fatto divieto di svolgere l’attività di home restaurant in abitazioni destinate anche ad affitti a breve termine.
Per essere chiari: chi volesse sperimentare, anche solo una volta, l’affitto della propria casa su piattaforme come AirBnb, non potrà più cimentarsi come cuoco su Gnammo, e viceversa.

 
L’ordine del giorno proposto dagli On.li Tentori e Camani, impegna il governo ad approfondire il tema, nel rispetto delle comunicazioni della UE del giugno scorso precisanti che "divieti assoluti nonché restrizioni quantitative all’esercizio di una attività - di sharing Economy - costituiscano misure di ultima istanza", tenendo anche in considerazione la pdl n° 3564, atta a disciplinare a livello quadro la sharing economy, in discussione nelle commissioni congiunte attività produttive, commercio e turismo, e quella dei trasporti.

<<L’augurio – dice Cristiano Rigon fondatore di Gnammo - è che il Senato sappia produrre una legge sufficientemente agile e snella, rispondente ai suggerimenti UE di non promulgare norme che limitino, ma che favoriscano lo sviluppo del mercato del social eating, limando ancora i forti vincoli presenti nel testo approvato oggi alla camera>>.