Da Mastercard la prima carta di credito biometrica

La nuova carta di credito è già stata sperimentata in Sudafrica e prevede la convalida degli acquisti, semplicemente appoggiando un dito sull'apposito sensore integrato e senza la digitazione di alcun pin. Ma qualche dubbio sulla sicurezza già avanza. Tutti i dettagli

Utilizzeremo le impronte digitali, al posto del “pin”,  per fare acquisti con la carta di credito? La strada in tal senso sembra essere già tracciata: non a caso Mastercard ha appena presentato una carta dotata di sensore per rilevare le impronte digitali.

Già testata in Sudafrica, la carta di credito biometrica funziona così: una volta arrivati alla cassa, basta inserire la carta nel lettore, poggiare il proprio dito e attendere che venga effettuata l’identificazione.

Se l’impronta non viene riconosciuta è possibile effettuare altri nove tentativi cambiando dito, dopo di che… la transazione viene interrotta e la carta bloccata!

Il sistema, infatti, confronta l’impronta digitale rilevata dal sensore con quella del titolare memorizzata nel chip, depositata al momento della creazione della carta e, se non corrisponde, non si può procedere.

In passato erano già stati fatti dei tentativi per utilizzare la biometria nella convalida delle transazioni con carta di credito ma tramite sensori di impronte esterni. È la prima volta, invece, che viene presentata una carta che integra tutta la tecnologia necessaria, incluso il sensore che non ha bisogno di alimentazione perché si attiva al momento dell’inserimento della card nel terminale alla cassa.

L’adozione della tecnologia biometrica per i pagamenti trova un certo consenso da parte degli esperti di sicurezza, secondo i quali il punto debole delle carte di credito attualmente utilizzate, stia proprio nell’abbinamento fra il chip e il pin che l’utente deve digitare. Un sistema che, tra l’altro ha anche il difetto di comportare un codice da dover ricordare e che l’utente potrebbe annotare da qualche parte (tipicamente su un foglietto nel portafoglio!) rendendo il metodo ancora più vulnerabile e facile preda dei malintenzionati.

Sebbene, quindi, alcuni abbiano storto il naso circa l’eventualità di frodi con le card biometriche, secondo molti addetti ai lavori il sistema nel suo insieme risulta comunque più sicuro di quello in uso cui siamo abituati.