Arriva la superluna ecco come fotografarla al meglio

Oggi alle 17:18 sorgerà la più grande e imponente superluna degli ultimi decenni. Per vederne una altrettanto grande dovremo aspettare il 2034. Ecco i consigli dell’astrofotografo Ivan Pedretti e di Sony per fotografare al meglio questo e altri emozionanti eventi astronomici

Viene chiamato superluna un evento astronomico piuttosto raro che si verifica quando, lungo la propria orbita mensile, la luna raggiunge il punto di massimo avvicinamento alla Terra (perigeo) e dunque appare molto più grande, luminosa ed emozionante rispetto al solito.
 

Quest'anno, in realtà, la superluna si verificherà tre volte (la prossima il 14 dicembre) ma la frequenza più usuale è di una volta ogni due o tre ma molto raramente, il fenomeno avviene con le dimensioni che potremo ammirare questa sera: la superluna odierna sarà la più grande dallo scorso 1948, precisamente del 14% più ampia e del 30% più brillante.

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La foto è stata realizzata usando una fotocamera Sony serie α7 e il teleobiettivo Sony 70200 G Master.

Ecco allora i consigli dell’astrofotografo Ivan Pedretti. «Per fare fotografie memorabili, è necessario tenere a mente cinque elementi importanti: pianificazione, equipaggiamento, scelta dell’esposizione, messa a fuoco e scatto. Inoltre è bene conoscere un “trucco” per poter mettere a fuoco anche quando la luna è alta nel cielo e il paesaggio è avvolto nel buio». Vediamo questi cinque elementi.

Pianificare lo scatto
Per pianificare lo scatto della luna in una determinata posizione e quindi composizione - come può essere una montagna o un edificio in città - occorre conoscere il percorso lunare in quello specifico giorno e ora; a questo scopo esistono varie applicazioni sia per pc che per smartphone. Due di queste sono Mooncalc oppure Photoephemeris. Per gli smartphone Android esistono, per esempio, le app The Photographer’s Ephemeris Android e
The Photographer’s Ephemeris per iOs. Ci sono anche Sun surveyor per Android e Sun Surveyor per iOs (i prezzi di queste app vanno da 5 a 10 euro). In questo modo si può conoscere in uno specifico momento - e posizione in cui ci troveremo - dove verrà a trovarsi la luna, così da poter creare la composizione migliore al momento dello scatto. Ad esempio, se vogliamo fotografare la luna sopra il Duomo di Milano il 20 novembre occorrerà posizionarsi in un certo punto della piazza e conoscere l'ora esatta in cui verrà a trovarsi sopra la Madonnina.

L'equipaggiamento
Per prima cosa occorre il treppiede, sia per non avere vibrazioni, sia perché la fotocamera e il teleobiettivo hanno un certo peso. Inoltre, quando si è a focali elevate le immagini sono più suscettibili ai movimenti della fotocamera. Come lente occorrerà usare almeno un tele 70-200, ancora meglio un 400 mm. Io ho usato il Sony 70-200 f/2.8 G Master con moltiplicatore di focale 2x su una fotocamera Sony α7RII. Inoltre, per minimizzare le vibrazioni, oltre ad usare il treppiede è utile usare un telecomando remoto oppure semplicemente l'autoscatto a 2 secondi.

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La scelta dell'esposizione
Meglio fare scatti alla luna in modalità manuale, scegliendo tempi rapidi con ISO non troppo alti (nel caso di luna piena consiglio di non salire oltre i 400 ISO) e una apertura di f8 per avere la nitidezza migliore. Ovviamente la luna piena è molto luminosa perciò occorreranno tempi di esposizione rapidi. Una volta fatto un primo scatto, si può modificare l'esposizione, qualora la luna sia poco o troppo luminosa, ruotando la ghiera di compensazione dell'esposizione. Se utilizziamo una modalità diversa da quella manuale (per esempio a priorità di apertura) può anche essere utile la misurazione esposimetrica spot o centro, per una migliore lettura dell’esposizione. Consiglio inoltre di scattare in modalità bracketing con variazioni di +-1 ev, in modo da avere vari scatti a varie esposizioni tutte di fila. Un consiglio aggiuntivo è quello di scattare in modalità RAW non compresso, con profilo neutro e bilanciamento del bianco automatico.

La messa a fuoco
Un'altra caratteristica importante è il fuoco: si può usare l'autofocus automatico - in questo caso meglio utilizzare la modalità spot - o anche quello manuale. Nel caso della α7RII, meglio ancora usare la modalità di ingrandimento del fuoco manuale 10x con l'opzione di focus peaking, per capire meglio le zone maggiormente a fuoco. Una volta eseguito lo scatto è consigliabile rivedere la foto ingrandendo al massimo, in modo da capire se è effettivamente a fuoco.

Lo scatto della foto
Una volta trovata la posizione da cui scattare e posizionato il treppiede con la fotocamera occorrerà spostarsi dal punto scelto o abbassarsi, in modo da avere la luna nel punto desiderato per la composizione scelta. Bisogna inoltre ricordare che il tempo a disposizione non è molto - dato che la luna si sposterà velocemente nel giro di due ore da quando sorge a quando sarà alta nel cielo - per cui l'ideale è scattare poco dopo che sorge, così da averla in una posizione bassa e quindi mentre spunta dietro eventuali edifici o soggetti naturali che abbiamo scelto per lo scatto.

La doppia esposizione
Nel caso della luna piena si possono verificare varie condizioni di luminosità: mentre sorge o tramonta, se è ancora presente o si affaccia la luce del giorno avremo il primo piano ben illuminato, per cui sarà sufficiente una singola esposizione sulla luna (che oltretutto non sarà alla sua massima luminosità). Quando è già alta e luminosa e il soggetto in primo piano in condizione di scarsa luminosità, come avviene nelle ore notturne, non c’è invece luce sufficiente per avere una esposizione accettabile per il soggetto, sia esso un paesaggio o un edificio, poiché l'esposizione principale deve essere sulla luna. Se invece operassimo una esposizione sul primo piano poco luminoso, la luna sarebbe completamente sovraesposta, e quindi senza i dettagli e le tonalità chiare e scure visibili a occhio nudo.

 

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Foto scattata con obiettivo Sony 70-200 G Master.

La soluzione a questo problema è la doppia esposizione, che consiste nel fare prima uno scatto con esposizione sulla luna che, essendo molto luminosa, ci porterà ad avere tempi di esposizione rapidi (supponiamo 1/200sec), così che il nostro soggetto in primo piano, ad esempio un edificio, verrà sottoesposto. Immediatamente dopo, supponendo che per una corretta esposizione del soggetto occorrano tempi lenti (supponiamo 1/4sec), faremo uno scatto operando l'esposizione corretta su di esso. L’importante è che i due scatti avvengano in un tempo ridottissimo, poiché la luna si sposta molto velocemente. Una volta ottenuti i due scatti, dovremo lavorare in post produzione per "fondere" le due foto allineando perfettamente i due soggetti, ossia luna e primo piano. In questo modo si otterrà un’immagine unica, così come l'abbiamo vista a occhio nudo.